Nella forma ordinaria e in quella straordinaria del rito romano la terza domenica di quaresima propone, come quasi tutte le domeniche, temi e sviluppi diversi ed elementi unitari che pure risultano omogenei alle rispettive linee di fondo.
Sono comuni una delle due antifone all’introito (scelta possibile solo nella forma ordinaria), il graduale (per le rarissime Messe in forma ordinaria che non contemplino, al suo posto, il pressoché generale uso del salmo responsoriale e una delle due possibili (sempre nella forma ordinaria) antifone alla Comunione: vediamo prima di tutto queste parti.
Antifona all’introito (Sal. 24, 15-16 e, nella forma straordinaria, anche 1-2)
I miei occhi sono sempre rivolti al Signore, perché libera dal laccio i miei piedi. Volgiti a me e abbi misericordia, Signore, perché sono povero e solo. (1-2: A te, Signore, innalzo la mia anima; in te ripongo la mia fiducia, mio Dio: Fa che non debba arrossire).
Graduale (Sal. 9, 20 e 4)
Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo! Compaiano alla tua presenza le genti. Mentre volgono in fuga i miei nemici, stramazzano e periscono di fronte a te.
Antifona alla Comunione (Sal. 83, 4 e 5)
Il passero trova la casa, la rondine il nido dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio. Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi.
Abbiamo quindi in comune, almeno potenzialmente, viste le alternative possibili, nella forma ordinaria un breve itinerario di fiducia e di serenità in crescendo, che nella forma straordinaria accompagna la vittoriosa lotta di Gesù su Satana (Lc. 11, 14-28), lotta che continua per tutti i cristiani, che nell’imitazione e di Cristo e grazie a Lui andranno verso tutto ciò che è “buono, giusto e vero” (Ef. 5, 1-9). Finché non aveva conosciuto Cristo, l’umanità, muta e cieca, era preda del demonio; riacquistate vista e voce volge lo sguardo al Signore e può lodarlo, pregarlo e annunciarlo; a questo proposito sarà utile collegare questo brano con Lc. 12, 1-12, ma non si ferma qui la densità del Vangelo di oggi né la ragione della fiducia che pervade le letture della forma straordinaria: nello stesso brano troviamo tre affermazioni fondamentali che sono una conferma, una chiamata e un’indicazione chiara della via da seguire : “E’ giunto a voi il regno di Dio”, “Chi non è con me è contro di me” e “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano”: quale miglior preludio per la messa della IV Domenica di Quaresima, che prendendo il nome come è tradizione dalla prima parola dell’introito è detta “Laetare” (che è in effetti un’anticipazione della gioia di Pasqua ed è una delle due occasioni dell’anno liturgico in cui sono ammessi paramenti rosa)?
Se la “fiducia”, che con il richiamo alla scelta ed alla lotta non rischia di diventare ingenuo ottimismo, è la parola sottesa al rito nella forma straordinaria, lo stesso itinerario si sviluppa nella forma ordinaria fino al vangelo: dopo il brano dell’Esodo (3,1-8 a. 13-15) nel quale Dio dice a Mosè come deve essere chiamato e soprattutto “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele” e il Salmo 102 (gratitudine verso il Padre del Cielo) ecco la “conversio” di contenuto e di stile con l’ammonimento di Paolo ai corinzi (I Cor. 10, 1-6 e 10-12) che conclude con un perentorio “Chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere” e con il Vangelo (Lc. 13, 1-9) in cui l’ammonimento, ancora più perentorio, proviene da Cristo stesso: ”Se non vi convertite perirete tutti allo stesso modo”; invito pressante, quindi, alla conversione che apre alla riconciliazione tante volte offerta e tante volte vanificata dall’uomo.
Così, nella reale unità del rito romano, troviamo le ragioni, gli strumenti e la fiducia per una conversione netta, senza riserve e senza esitazioni. Con questo augurio, quello di buona e, consentitemelo, “straordinaria” domenica per tutti noi!




