Come da un po’ di tempo a questa parte, anche per la prima Domenica di Quaresima proveremo a cercare i punti di contatto e, soprattutto, quelli che in qualche modo possono costituire un arricchimento reciproco tra la forma ordinaria e straordinaria del Rito Romano: una “linea” comune, per riprendere la serie lessicale incominciata con S. Bernardo da Chiaravalle (“linea” quaresimale, intesa anche come necessità di abbandonare qualche chilo di troppo, metaforico e no) e proseguita con la “linea” rigorista di S. Alfonso M. de’ Liguori.
Vediamo, innanzi tutto, un parallelo tra i due propri:
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Introito (Sal. 90, 15-16 e 1) Mi invocherà e io lo esaudirò: lo libererò e lo glorificherò: lo sazierò di lunghi giorni.. Chi àbita sotto l’égida dell’Altissimo dimorerà sotto la protezione del cielo. |
Antifona d’Ingresso (Sal 90,15-16) Mi invo-cherà e io gli darò risposta; nell’angoscia e gloria, lo sazierò con una lunga vita. |
| Colletta Dio, che purífichi la tua Chiesa con l’ànnua osservanza della quaresima, concedi alla tua famiglia che quanto si sforza di ottenere da Te con l’astinenza, lo compia con le òpere buone. | Colletta O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita. Per il nostro Signore. |
| Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi (II,6 1-10) Fratelli: poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga biasimato il nostro ministero; ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio, con molta fermezza nelle tribolazioni, necessità, angosce, percosse, prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni;
con purezza, sapienza, pazienza, benevolenza, spirito di santità, amore sincero; con parole di verità, con la potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama. Siamo ritenuti impostori, eppure siamo veritieri; sconosciuti, eppure siamo notissimi; moribondi, ed ecco viviamo; puniti, ma non messi a morte; afflitti, ma sempre lieti; poveri, ma facciamo ricchi molti; gente che non ha nulla e invece possediamo tutto. |
Dal libro del Deuteronòmio (26,4-10) Mosè parlò al popolo e disse: «Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Aramèo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci mal-trattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio».
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| Graduale (Sal. 90, 11-12) Dio ha mandato gli Ángeli presso di te, perché ti custodíscano in tutti i
tuoi passi. Essi ti porteranno in palmo di mano, ché il tuo piede non inciampi nella pietra. Tratto (Sal. 90, 1-7 et 11-16) Chi àbita sotto l’égida dell’Altíssimo, e si ricovera sotto la protezione di Dio dica al Signore: Tu sei il mio difensore e il mio asilo: il mio Dio nel quale ho fiducia. Egli mi ha liberato dal laccio dei cacciatori e da un caso funesto. Con le sue penne ti farà schermo, e sotto le sue ali sarai tranquillo. La sua fedeltà ti sarà di scudo: non dovrai temere i pericoli notturni. Né saetta spiccata di giorno, né peste che serpeggia nelle ténebre, né morbo che fa strage al meriggio. Mille cadranno al tuo fianco e dieci mila alla tua destra: ma nessun male ti raggiungerà. Poiché ha mandato gli Ángeli presso di te, perché ti custodíscano in tutti i tuoi passi. Ti porteranno in palma di mano, affinché il tuo piede non inciampi nella pietra. Camminerai sull’àspide e sul basilisco, e calpesterai il leone e il dragone. Poiché sperò in me, lo libererò: lo proteggerò, perché riconosce il mio nome. Appena mi invocherà, lo esaudirò: sarò con lui nella tribolazione. Lo libererò e lo glorificherò: lo sazierò di lunghi giorni, e lo farò partécipe della mia salvezza |
Salmo Responsoriale (dal Salmo 90) (N. B. il salmo responsoriale può essere sostituito col graduale o col tratto della forma “straordinaria” riportato a fianco, anche se di fatto non accade pressoché mai) R Resta con noi, Signore, nell’ora della prova. Chi abita al riparo dell’Altissimo
Dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Romani ( 10,8-13) Fratelli, che cosa dice [Mosè]? «Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore», cioè la parola della fede che noi predichiamo. Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso». Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato». |
| Vangelo secondo Matteo (4, 1-11) In quel tempo Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. Il tentatore
allora gli si accostò e disse: “Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane”. Ma egli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio e gli disse: “Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede”. Gesù gli rispose: “Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo”. Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai”. Ma Gesù gli rispose: “Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto”. Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano. |
Vangelo secondo Luca (4,1-13) In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato. |
| Offertorio (Sal. 90, 4-5) Con le sue penne ti farà schermo, il Signore, e sotto le sue ali sarai tranquillo: la sua fedeltà ti sarà di scudo. | Offertorio Si rinnovi, Signore, la nostra vita e col tuo aiuto si ispiri, sempre più al sacrificio, che san-tifica l’inizio della Quaresima, tempo favorevole per la nostra salvezza. |
| Antifona alla Comunione (Sal. 90.4-5) Con le sue penne ti farà schermo, il Signore, e sotto le sue ali sarai tranquillo: la sua fedeltà ti sarà di scudo. | Antifona alla Comunione (Lc 4,8) Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai».
Oppure: (Sal 90,4) Il Signore ti coprirà con la sua protezione sotto le sue ali troverai rifugio. |
| Postcommùnio Ci ristori, Signore, la libazione del tuo sacramento, e, dopo averci liberati dall’uomo
vecchio, ci conduca alla partecipazione del mistero della salvezza. |
Dopo la Comunione Il pane del cielo che ci hai dato, o Padre, alimenti in noi la fede, accresca la speranza, rafforzi la carità, e ci insegni ad avere fame di Cristo, pane vivo e vero, e a nutrirci di ogni parola che esce dalla tua bocca. |
Sia la forma ordinaria che quella straordinaria hanno di fatto lo stesso introito. Per comodità sono state mantenute le versioni rispettivamente del messalino di Dom Lefebvre (Marietti) per la forma straordinaria e quella non aggiornata alla versione CEI 2008 in quanto la prima è diffusissima nei messalini bilingue e la seconda (purtroppo) non è ancora del tutto generalizzata. Si tratta in entrambi i casi di una forte sottolineatura di fiducia del Salmo 90, che alla forma straordinaria dona un altro versetto (il primo) dell’introito, il graduale, il tratto e le antifone all’Offertorio e alla Comunione; nella forma ordinaria, oltre all’antifona d’ingresso, troviamo il salmo 90 tanto nella Messa con salmo responsoriale che nel caso (rarissimo comunque possibile) di utilizzo del graduale o del tratto in luogo della prima opzione; è un salmo che introduce bene la figura di Gesù nuovo Adamo: se nelle scorse settimane personalmente e comunitariamente abbiamo guardato alla caduta e all’angoscia del peccato ma anche alla speranza, in quella situazione precaria ma equilibrata di esseri umani né certi né disperati, attenti alla parola e consapevoli di avere una vocazione ed un ruolo, persone e popolo, con Gesù Cristo la speranza da consolazione si fa incoraggiamento e fiducia: Gesù Cristo, vero Dio ma anche vero uomo, che insegna e compie miracoli, che a volte è capito facilmente e altre no, respinge la tentazione (Mt. 4, 1-11 e Lc. 4, 1-13) e offre un segno inequivocabile della grazia che può portare il genere umano a iniziare la risalita e il cammino verso Dio.
Il Salmo 90 (nella numerazione ebraica e in quella ormai in uso è il 91, ma qui siamo inguaribilmente tradizionalisti!) è in effetti un salmo in cui, con enunciazioni di tipo profetico, il salmista comunica la certezza che Dio può e vuole liberare e preservare chi ricorre a Lui da ogni pericolo sia materiale che spirituale. E’ esplicitamente citato nel vangelo della forma straordinaria, Mt 4,6, con riferimento al versetto 12 del Salmo: “Sulle mani essi [gli Angeli] ti porteranno perché il tuo piede non inciampi nella pietra”, e si ritrova in velate allusioni in Mc 16, 18 e Lc 10, 19 (missione dei discepoli).
Il tema della fiducia e della grazia ritorna anche nella lettura della forma straordinaria (Corinzi II, 6 1-10) sotto forma di esortazione e di esperienza anche ma non soltanto personale dell’Apostolo; come dire: è ragionevole nutrire fiducia anche nei momenti peggiori, anche in quelli, che costituiscono un terreno di facili tentazioni, la grazia può essere accolta e fatta operare.
Anche nella lettera paolina della forma ordinaria (Romani 10, 8-13) tornano i temi della fiducia e della salvezza, espressi stavolta in modo piuttosto sapienziale e con il notevole connubio di professione nominale e verbale della fede cristiana: “se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo”. Come dire di più e meglio in così poche parole? E anche la prima lettura della forma ordinaria, con il ricordo della liberazione dall’Egitto, si inserisce perfettamente nel quadro generale fin qui delineato.
Qualche differenza si rileva nelle collette, tutto sommato più formale che sostanziale: quella della forma straordinaria si esprime in modo più simbolico (meno preciso ma molto comprensibile, quasi “semitico” per concretezza) mentre quella della forma ordinaria è esplicita e rigorosa nei termini ma forse proprio per questo meno “afferrabile” al volo. Per il resto, in entrambe si parte dalla Quaresima (purificazione della Chiesa mediante la sua osservanza nell’una e segno sacramentale di conversione nell’altra) per chiedere di saper vivere una vita coerente con la fede professata.
L’offertorio della forma straordinaria, come già scritto, riprende il Salmo 90, mentre quella della forma ordinaria ricorda singolarmente il Postcommunio della forma straordinaria tanto che potrebbero unirsi e completarsi (fermo restando che sono comunque parti diverse e con diverso significato liturgico): con l’aiuto del Signore e con il sacramento dell’Eucaristia e ispirandoci al sacrificio che santifica l’inizio della Quaresima, liberiamoci dell’uomo vecchio per partecipare al mistero della salvezza (lo so, a questo punto l’eventuale lettore – liturgista avrà i capelli dritti… o non li avrà più; peggio per lui, così impara a frequentare posti come questo!!!) .
Per completare il quadro, ordinario o straordinario che sia, ecco qualche suggerimento di ulteriore lettura.
Sulla tentazione: I Cor 10-13; Gen 3 1-6; sui digiuni: Es 34, 28; Deut 9, 18; ; sui richiami del vangelo di Matteo: Deut 8, 3; Sap 16, 26; Ez 8, 1-3; Deut 6, 16; Deut 34, 1-4; Ez 40, 2; Apoc 21, 10; Gv 18, 36; Mt 16, 26; Deut 5, 9-10 e cfr. Mt 16, 21-23); sulla tentazione individuale del cristiano: I Cor 7, 5; I Tes 3, 5; Apoc 2, 10; Giac I, 13-15;
Utile la lettura di tutto il Salmo 90 (91).
E con questo auguro a tutti una prima Domenica di Quaresima davvero “straordinaria”!




