La curiosità di verificare se altre chiese presentassero la stessa particolarità è stata grande, e usare Google Earth è facile… quindi presenteremo le altre chiese di “buon senso” (dove per “senso” si intende la direzione dell’abside…), un po’ per volta.
Questa Domenica cominciamo da S. Maria delle Vigne, in Piazza delle Vigne (centro storico).
Il nome della basilica di Santa Maria delle Vigne è dovuto alla visione della Madonna da parte di un bambino (X – XI secolo) che si era recato a giocare nei Vigneti della zona, allora fuori dalle mura. Sul luogo della visione subito venne creata una piccola cupola che via via si ingrandì fino a diventare la basilica più grande del centro storico di Genova, seconda solo alla cattedrale di San Lorenzo . Fu più volte rimaneggiata a partire dal XIII secolo, con il primo conferimento del tetto a capriate che ancor oggi si conserva sopra la volta seicentesca della navata centrale.
Elementi dell’originaria architettura romanica sono tuttora presenti, oltre che nella volta, anche nei muri perimetrali e sotto la pavimentazione, anche se l’unica parte rimasta intatta dal tempo della sua costruzione risulta essere, a sinistra del transetto, il solo campanile posto tra le mura perimetrali della chiesa e del chiostro. La torre campanaria è aperta alla base e attraversata da un ampio arco che consente il transito stradale; la parte alta è alleggerita da eleganti coppie di bifore e da pentafore.
Il chiostro – edificato, al pari di quello della chiesa di San Siro di Struppa intorno al 1025 - si sviluppa su due piani che racchiudono un cortile di struttura quadrangolare. Vi si accede dal lato sinistro della strada che costeggia il campanile. Anch’esso ha subito nel tempo pesanti modifiche pur mantenendo il proprio stile arcaico caratterizzato specialmente dalla forma tozza di colonne e capitelli.
L’attuale prospetto principale della basilica – rimasto a lungo incompiuto – risale al 1842. Di tardo stile neoclassico, è opera di Ippolito Cremona. Le maggiori e più pesanti modifiche al complesso romanico originario della Basilica di Santa Maria delle Vigne si sono avute a partire dalla fine del ‘500, quando venne deciso l’ampliamento della zona absidale fino all’area del cimitero retrostante. Contestualmente, vennero ampliate le due absidi laterali con la realizzazione delle attuali cappelle che affiancano l’altare maggiore. I lavori di ampliamento furono finanziati dalla famiglia di Agapito Grillo e realizzati dall’architetto Gasparo della Corte. La Cappella del Crocifisso ha un Rivestimento marmoreo del 1587, opera di Taddeo Carlone.
Soltanto una cinquantina di anni dopo questi lavori, poco prima della metà del ‘600, il cardinale Stefano Durazzo, in visita pastorale, constatò un degrado del complesso disponendo nuovi lavori.
Da un documento del 1642 risulta come tali opere, riguardanti in particolare l’apertura di tre finestroni semicircolari, il rifacimento delle colonne interne e dei capitelli, vennero affidate all’architetto Daniele Casella e allo scultore Giovanni Battista Bianco. Fu in tale circostanza che vennero totalmente ristrutturate da parte delle confraternite e delle nobili famiglie le cappelle e gli altari laterali, arricchiti con dipinti e sculture (le volte saranno affrescate solo nel successivo XVIII secolo).
I numerosi rimaneggiamenti hanno fatto della basilica di Santa Maria delle Vigne un edificio completamente diverso da quello originario di stile romanico, di cui sono rimaste di fatto, oltre alla torre campanaria, la sola pianta di tipo basilicale e una colonna che, secondo la tradizione, sarebbe appartenuta all’originale colonnato romanico e su cui vi è un dipinto rappresentante la Madonna.
La sostituzione nella navale centrale del sistema a otto colonne del tempio romanico con quattro colonne binate di maggiore altezza e conseguente riduzione degli intercolumni da nove a cinque, ha totalmente annullato il senso della spazialità romanica. L’apertura di finestroni ha determinato poi una differente distribuzione delle fonti di luce facendo assumere al tempio la struttura di unica grande aula in cui gli spazi laterali e quelli centrali sono pressoché privi di stacco






[...] Giugno 14, 2009 in Considerazioni, notizie | Tags: ad orientem, orientamento, oriente, S. Maria delle Vigne Nei mesi scorsi la nostra attenzione era stata attirata dall’antica abbazia di S. Stefano, dove mensilmente (primi venerdì) e, per altre occasioni, sporadicamente, si celebra la S. Messa nella forma straordinaria del Rito Romano (terza chiesa di Genova, dopo S. Carlo e Fegino, e seconda situata centralmente); in quell’occasione era stato notato il perfetto orientamento dell’abside in direzione est (”oriente”, “orientamento”, appunto…); Leggi tutto [...]
Davvero un ottimo blog. Non ho potuto fare a meno di linkarti. Magari ci fosse qualcosa di simile pure per la nostra disperata comunità ambrosiana…. vabbé. Buon lavoro :) ancora i miei complimenti, ti seguo giornalmente.