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Nei mesi scorsi la nostra attenzione era stata attirata dall’antica abbazia di S. Stefano, dove mensilmente (primi venerdì) e, per altre occasioni, sporadicamente, si celebra la S. Messa nella forma straordinaria del Rito Romano (terza chiesa di Genova, dopo S. Carlo e Fegino, e seconda situata centralmente); in quell’occasione era stato notato il perfetto orientamento dell’abside in direzione est (”oriente”, “orientamento”, appunto…); Continua a leggere Genova, le chiese e il “buon senso”: S. Maria delle Vigne
Attualità e riflessioni
Torniamo (dopo il post del 5 giugno) a qualche riflessione sul libro che segna la riconciliazione – a quanto pare non solo editoriale – tra il card. Martini e don Verzè. L’articolo che segue, tratto dal sempre più intrigante (in senso positivo!) “Settimanale di Padre Pio” dei Francescani dell’Immacolata, ritorna sull’argomento con i toni fermi e chiari di Padre Alfonso M. Bruno. SIAMO TUTTI NELLA STESSA BARCA di Padre Alfonso M. Bruno, FI È un articolo di opinione sul nuovo libro di Martini-Verzé che ha riportato a galla illusioni e confusioni morali e dottrinali. Sfruttando l’areopago del social network lo scopo è restituire alla sfera pubblica un dibattito che ancora una volta rischierebbe di essere solo appannaggio dei dittatori del relativismo. Siamo tutti nella stessa barca è il titolo di un volumetto da 92 pagine nel quale il card. Carlo Maria Martini e don Luigi Verzé dialogano facendo scivolare la “navicella” del loro pensiero sul pus prodotto dalle piaghe della nostra società. Ho voluto procurarmi questo libro e leggerlo di un fiato sorbendone tutta la carica soporifera del déjà vu e del déjà entendu (il già visto e il già sentito) del progressismo cattolico. Malgrado la trovata retorica dei due navigatori erranti, il libro ha il demerito di annoiare e il merito di essere così breve da far durare poco la noia. Continua a leggere Card. Martini e don Verzé: la confusione è tanta Attualità e riflessioni
Dall’omelia di Benedetto XVI nella festa del Corpus Domini Il sangue è versato per molti, e la fede nella presenza reale non è più scontata; rischio di secolarismo “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue ”. Cari fratelli e sorelle, queste parole che Gesù pronunciò nell’Ultima Cena, vengono ripetute ogni volta che si rinnova il Sacrificio eucaristico. Le abbiamo ascoltate poco fa nel Vangelo di Marco e risuonano con singolare potenza evocativa quest’oggi, solennità del Corpus Domini. Esse ci conducono idealmente nel Cenacolo, ci fanno rivivere il clima spirituale di quella notte quando, celebrando la Pasqua con i suoi, il Signore nel mistero anticipò il sacrificio che si sarebbe consumato il giorno dopo sulla croce. L’istituzione dell’Eucaristia ci appare così come anticipazione e accettazione da parte di Gesù della sua morte. Scrive in proposito sant’Efrem Siro: Durante la cena Gesù immolò se stesso; sulla croce Egli fu immolato dagli altri (cfr Inno sulla crocifissione 3, 1). “Questo è il mio sangue”. Chiaro è qui il riferimento al linguaggio sacrificale di Israele. Gesù presenta se stesso come il vero e definitivo sacrificio, nel quale si realizza l’espiazione dei peccati che, nei riti dell’Antico Testamento, non era mai stata totalmente compiuta. A questa espressione ne seguono altre due molto significative. Innanzitutto, Gesù Cristo dice che il suo sangue “è versato per molti” con un comprensibile riferimento ai canti del Servo di Dio, che si trovano nel libro di Isaia (cfr cap. 53). Continua a leggere Omelia di Benedetto XVI: la fede nella presenza reale non è più scontata; rischio di secolarismo nella Chiesa audio e video
Attualità e riflessioni
VATICANO – “In difesa di Pio XII – Le ragioni della storia” Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Per gentile concessione dell’Autore, pubblichiamo l’introduzione al libro “In difesa di Pio XII – Le ragioni della storia” a cura di Giovanni Maria Vian, edizioni Marsilio. Pio XII? Un papa lontano, dai tratti così sbiaditi da non essere più riconoscibili o, in alternativa, dai contorni sin troppo carichi, ma perché deformati da una rappresentazione polemica talmente aspra e persistente da oscurare la realtà storica. È questa l’immagine che oggi prevale di Eugenio Pacelli, eletto sulla sede di Pietro alla vigilia dell’ultima guerra mondiale. Destino singolare per il primo romano pontefice che, sul cammino aperto dal predecessore, divenne popolare e davvero visibile in tutto il mondo. Grazie all’incipiente e tumultuosa modernità, anche della comunicazione, che il papa di Roma volle e seppe utilizzare: dai ripetuti viaggi – che lo portarono in Europa e America come diplomatico e segretario di Stato – al nuovo genere dei radiomessaggi, dalle grandi manifestazioni pubbliche alle copertine dei rotocalchi, dal cinema a un mezzo appena agli albori e destinato a grandi fortune come la televisione. Continua a leggere Il “Pastor Angelicus”, martire nella memoria Applicazione "Summorum Pontificum"
Per la prima volta dopo ben 40 anni e a due anni di distanza dal motu proprio “Summorum Pontificum” emanato dal Papa Benedetto XVI, sarà celebrata alla presenza di Mons. Tardelli, su invito del Vescovo di Livorno, la Santa Messa in latino secondo il rito di San Pio V. La Santa Messa sarà proceduta da una processione che partirà da Piazza delle Carrozze e si concluderà davanti al santuario di Montenero durante la quale sarà recitato il santo Rosario. La Santa MESSA SOLENNE in latino nella basilica del Santuario, secondo il Messale Romano del 1962, sarà celebrata con ASSISTENZA PONTIFICALE DI MONS. FAUSTO TARDELLI, Vescovo di San Miniato (su invito di S. Ecc. Rev.ma Mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno). Per l’occasione è previsto l’arrivo di gruppi di pellegrini provenienti da tutta la regione. E’ un evento importantissimo e il primo nel suo genere in Italia: è organizzato dal Coordinamento Toscano “Benedetto XVI” e da “Livorno Credente”. Il Coordinamento è sorto nel novembre del 2008 con lo scopo principale di diffondere il patrimonio spirituale della Liturgia Tradizionale ed è presieduto dal livornese sig. Daniele Di Sorco, già autore di un libro “Introibo ad Altare Dei” che ha avuto una grandissima diffusione su scala nazionale. Il Coordinamento regionale, intitolato al nome del Pontefice regnante, si ispira ai principi enunciati nel motuproprio Summorum Pontificum e intende fungere da punto di riferimento e di contatto tra le diverse realtà regionali impegnate, in qualunque modo, nella sua fedele applicazione. Tutti i fedeli sono invitati a trovarsi in piazza delle Carrozze sabato 13 giugno alle ore 11.15. Per ulteriori informazioni scrivere a coordinamentotoscano@hotmail.com Liturgia: gregoriano
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Che cos’è l’eucariposta? Poveri tradizionalisti, quanta poca fantasia dimostriamo! L’eucariposta, ovviamente, è l’eucaristia per posta (l’uso della minuscola è volontario e sottolinea la certezza che si tratti di consacrazioni invalide). La notizia, che di seguito è riportata in sintesi, è ripresa dal “Corriere della Sera” . L’INIZITIVA DELLA OPEN EPISCOPAL CHURCH, UNA CHIESA BRITANNICA INDIPENDENTE Londra, l’ostia arriva via posta Il servizio per malati o anziani. Le spese di spedizione a carico dei fedeli-destinatari. LONDRA -Il “corpo di Cristo” arriva via posta. Ai tradizionalisti apparirà un’eresia [nooo, figuriamoci!!! abbiamo già abbastanza problemi in casa nostra per occuparci seriamente di quello che combinano i pazzi ed eret... cioè... i fratelli separati che vivono tanto intensamente le feconde inquietudini dei tempi da provare disagi la cui elaborazione inconscia determina una distonia della tensione affettiva capace di alterare anche quella delicata sfera di un equilibrio emozionale, percettivo e cognitivo non adeguatamente supportata dalla società odierna, n. d. r.]… Ciò che è certo è… [che]… l’Open Episcopal Church, una chiesa indipendente britannica, che si dichiara cattolica pur non riconoscendo l’autorità del Papa, ha ideato un nuovo metodo per offrire l’eucarestia ai propri fedeli: la spedizione per corrispondenza. Il servizio, lanciato con lo slogan “host in the post” e ideato soprattutto per i malati e per le persone molto anziane, permetterà… di ricevere la comunione ogni domenica a casa senza dover andare a messa. Tuttavia il vero scopo [è] è avvicinare tutte quelle persone che non frequentano… ma nell’animo si sentono cristiani. Continua a leggere Breaking news: da Londra l’eucariposta. Attualità e riflessioni
Il silenzio linguaggio dello Spirito Santo di Michele Iodice c. p. In questo articolo, attraverso una meditazione sul valore spirituale del silenzio, l’autore ci conduce a riflettere sull’importanza dei tempi di silenzio previsti nella liturgia, poco compresi e poco praticati. «… Ah quel silenzio nella mia stanzetta, il mio bene più caro. Era il mio tempio, il rifugio notturno. Dalla torre solitario un rintocco di campane: tutto dormiva tacito e io solo vegliavo. Poi il silenzio mi cullava. … Quando strappato ai miei ed alla casa dei genitori erravo tra gli estranei, dove non era permesso piangere, in un confuso, variopinto mondo, accudisti quel povero ragazzo con dolcezza materna, o buon silenzio» [1]. Il silenzio cercato ed amato in questa lirica da Hölderlin, non gode una buona reputazione nel mondo della globalizzazione, anche se risulta importante e fondamentale per un discorso sullo Spirito nell’azione liturgica, in quanto lo Spirito agisce nell’interiorità dell’uomo, e l’uomo può accorgersi di questa interiorità e di questa presenza soltanto nella dimensione del vero silenzio. Il silenzio non è il rifiuto della comunicazione, ma ne è esso stesso una forma, un mettersi in relazione con l’altro, nel modo meno inadeguato e più perfetto. Il silenzio è il discorso più rispettoso che si possa fare riguardo al mistero dell’uomo, aperto al dinamismo dello Spirito Santo. Sergio Givone interrogandosi afferma: «è possibile dar voce al silenzio con la parola? Continua a leggere Silenzio… fuori ordinanza: il linguaggio dello Spirito Santo (1) Immagini
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…e il brutto è che il video a di sinistra non è nemmeno uno degli esempi peggiori; ciò nonostante si sappia che chi lo fa partire agisce a suo rischio e pericolo!!! Per la cronaca, si tratta di una “Messa” celebrata a Osnabrück dal vescovo Mons. Franz-Josef Bode, supportato nella tensione liturgica dall’Osnabrücker Jugendchor, che qui si esibisce in uno scoppiettante “Lauda Sion” e dall’inarrivabile “Complesso di ottoni” (dal quale ogni tanto spuntano chitarra elettrica, batteria e tastiera). A destra, tanto per rimanere in Germania, il “Lauda Sion” di Giovanni Pierluigi da Palestrina interpretato dal coro del Duomo di Munster. Attualità e riflessioni
Abbiamo già avuto occasione di parlare di Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Karaganda, a proposito del suo libro “Dominus est“; abbiamo anche pubblicato alcuni brani dello stesso, tratti dal Settimanale di Padre Pio col titolo “Cum amore ac timore“, sulla santa Comunione. Qui lo vediamo in un video di Gloria TV (Grazie a Fr. M. Doppelbauer)
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Liturgia: gregoriano
Scarica Introito: Cibavit eos Scarica Graduale: Oculi omnium Scarica Alleluia: Caro mea Scarica Sequenza: Lauda Sion Gregoriano
Domanda oziosa, quella del titolo: la Chiesa Cattolica non è forse quella dell’et et? Et quanto alli stili musicali havvine meravigliosi assai siccome li exempla de youtube ! Sotto a sinistra possiamo vedere ed soprattutto ascoltare il canto gregoriano del M° Vianini, mentre il video di destra è relativo allo stesso brano della messa a tre voci di William Byrd. E, visto che parliamo di gregoriano, per la serata di oggi 8 giugno è prevista la pubblicazione della notazione completa del proprio per il Corpus Domini con i relativi mp3. Omelie e sermoni
Sotto, insieme ai collegamenti al materiale (omelie e riflessioni) già pubblicato sull’argomento è riportata la presentazione liturgica di Dom Guèranger. Omelia del Corpus Domini di Padre Tomas Tyn, O. P. (1986) Continua a leggere Festa del Corpus Domini posticipata al 14 giugno, seconda Domenica dopo Pentecoste: proprio della Messa e presentazione di Dom Guéranger Applicazione "Summorum Pontificum"
Non suoni questa constatazione come critica a chicchessia, del resto le chiese che possono ospitare celebrazioni del genere senza elementi architettonici e liturgici estranei al rito sono ormai quasi una chimera: è invece motivo di soddisfazione e conferma del desiderio sempre crescente di accedere al tesoro liturgico e – perché no? – alla bellezza del Rito Romano “straordinario”; e che non si tratti di sterili operazioni nostalgiche è dimostrato dall’età dei partecipanti Continua a leggere Per molti, non per tutti: Rapallo, Savona, Sanremo… Applicazione "Summorum Pontificum"
Avevamo poche immagini delle messe nella chiesa di S. Carlo, quella in cui ogni Domenica e nelle feste si celebra secondo la forma straordinaria del rito Romano. Adesso, grazie al Sig. Longo, ne abbiamo fin troppe!!! Tuttavia, visto che “l’appetito vien mangiando”, lo preghiamo di continuare a fornirci fotografie delle prossime celebrazioni… N. B. il sottofondo musicale è appropriato soltanto per quanto riguarda l’introito, l’Alleluia e la sequenza; in tutti gli altri casi la scelta (più o meno aderente al momento liturgico) è stata dettata dalla disponibilità e dalla qualità dei files audio. Liturgia: gregoriano
Scarica Introito: Benedicta sit Scarica Graduale: Benedictus es, Domine Scarica Alleluia: Benedictus es, Domine Scarica Offertorio: Benedictus sit Scarica Communio: Benedicimus Deum Liturgia: documenti
Vai alla presentazione liturgica di Dom Guéranger della festa della Ss. Trinità Vai al discorso di S. Agostino sulla Ss. Trinità Vai alle letture notturne dei certosini per la Ss. Trinità (anno B) Vai al Sermone XXIX di S. Alfonso M. de’ Liguori (per la Domenica della Ss. Trinità) Liturgia: itinerari
Se il vero culto a Dio – pietas – è l’offerta-immolazione di se stessi a Dio per mezzo di Maria, chi si consacra a Lei, per assomigliarle e in Lei trasfigurarsi, diviene il culto spirituale più perfetto e gradito a Dio, in quanto non offre e immola solo se stesso, ma è la Vergine Santa stessa che immola il consacrato ed Ella si immola con lui perché sia dato il massimo culto a Dio. Quest’azione di immolazione del consacrato e di coimmolazione della Vergine Santa con lui e in lui, si fonda sull’Immacolata stessa, sul suo essere proxima Deo: a) Maria è la prima cultrice di Dio: Ella è, infatti, la prima ad aver reso un perfetto atto di culto a Dio con la sua Immacolata Concezione. Quale atto di pietà poteva essere più gradito a Dio dell’offerta che Maria fece di sé, quale «sacrificio vivente» immacolato e illibato, puro e senza macchia? La sua Immacolata Concezione fu la lode più alta e sublime che poteva essere innalzata al Creatore e per tale privilegio Egli sarebbe stato glorificato da ogni generazione per tutti i secoli. Continua a leggere Maria Mediatrix Liturgiae e la vita pietatis (seconda parte) |
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